Maldive : 16 isole da Sogno all'asta

Articolo del 24-06-2021
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Maldive: all’asta sedici isole incantevoli

Sembrerebbe tutto pronto per l’asta di giungo con la quale il Governo delle Maldive metterà all’asta 16 delle sue oltre mille isole, per la maggior parte disabitate, una curiosa vendita, la prima nel suo genere, che premierà 16 ricchi fortunati e intraprendenti. L’iniziativa governativa ha il fine di incentivare il turismo locale, anche da queste parti messo in ginocchio dal Covid. Tra l’altro non è da escludere che, se l’asta dovesse avere successo, l’iniziativa potrebbe essere ripetuta negli anni a seguire visto il numero elevato di atolli presenti alle Maldive: più di mille.

Intanto questa estate partirà la prima curiosa iniziativa del genere, con l’asta che interesserà isole di dimensioni e caratteristiche differenti: da Thaa, l’isola che con i suoi 42 acri è la più grande coinvolta nell’asta, all’atollo di Meemu, il più vicino a Malé, la capitale delle Maldive e sede dell’aeroporto internazionale. Proprio la vicinanza di Meemu alla capitale e soprattutto all’aeroporto internazionale potrebbe spingere i curiosi a preferirla alle altre.

Maldive: le condizioni per partecipare all’asta

Le condizioni imposte per partecipare all’asta non sono solo di natura economica, infatti non sarà sufficiente offrire più soldi per aggiudicarsi una delle favolose 16 isole delle Maldive. Per assicurarsi la locazione per 50 anni delle isole non basta quindi investire denaro, ma ci sono precise regole da accettare prima e rispettare poi.

In base alle indiscrezioni trapelate, una delle principali condizioni imposte agli ipotetici affittuari è la costruzione di un resort o di un hotel, una condizione per rilanciare il turismo locale e per provare a sfruttare la rinnovata e forte voglia di vacanza dei turisti di ogni parte del mondo, costretti da troppo tempo a casa dalla pandemia. Ma la costruzione di una struttura ricettiva è solo una delle condizioni, in quanto il Governo delle Maldive dà molto risalto alla sostenibilità. In altre parole, chi investe nell’iniziativa dovrà rispettare l’ambiente per non compromettere la natura incontaminata del luogo.

Vietata la costruzione di edifici che superano l’altezza degli alberi, mentre l’area da edificare deve essere limitata al 30% della superficie complessiva dell’atollo. Senza una speciale autorizzazione delle autorità locali competenti, non è consentito neanche l’abbattimento della vegetazione nel corso dei lavori di costruzione. In ogni caso, per ciascun albero sradicato nel corso dei lavori, gli investitori avranno il compito di ripiantarne due. Proibita, inoltre, anche la costruzione di ville private proprio perché le strutture da edificare devono essere totalmente dedicate all’ospitalità. Garantito invece un visto di residenza della durata di 5 anni per coloro che investiranno una somma di almeno 250mila dollari.

Asta alle Maldive: scadenze previste

Gli atolli saranno concessi in locazione per 50 anni agli investitori che presenteranno un’offerta ritenuta economicamente soddisfacente e progetti rispettosi dei parametri imposti dall’autorità locale. I progetti dei resort vanno presentati entro il 10 giugno e, per la definitiva assegnazione, come criteri di valutazione, si terrà conto dell’impatto ambientale e della parità di genere relativamente al gruppo di lavoro.

I lavori, completato l’iter procedurale e approvati i progetti, dovranno partire entro il termine massimo di 3 anni dall’aggiudicazione dell’isola. La partecipazione all’asta è vincolata ovviamente alla presentazione di alcuni documenti necessari, da presentare al Ministero del Turismo delle Maldive. Un altro po’ di pazienza e alcuni giorni basteranno per conoscere il reale successo della curiosa iniziativa del Governo delle Maldive, tuttavia non è difficile immaginare l’interesse di qualche intraprendente investitore straniero. Le bellezze degli atolli sono un richiamo troppo forte per non suscitare alcun interesse.

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