I tesori nascosti del Laos, un territorio ricco di fascino e mistero

Articolo del 02-07-2018
I tesori nascosti del Laos, un territorio ricco di fascino e mistero 1

 

Celato all’interno del continente asiatico, il Laos è un territorio affascinante e misterioso rimasto intatto e imperturbabile allo scorrere del tempo. La comunità autoctona ha saputo preservare storia, cultura e testimonianze dei popoli che si sono susseguiti nel corso dei secoli facendo della diversità un punto di forza. I primi insediamenti risalgono a 40.000 anni fa, con gruppi etnici provenienti soprattutto dal confine cinese, a cui hanno fatto seguito la colonizzazione francese e le occupazioni giapponese e vietnamita. La proclamazione della Repubblica Popolare Democratica del Laos è avvenuta più di recente, nel 1975.

 

L’intera regione è uno scrigno tutto da scoprire a cominciare da Vientiane, la capitale, custode di templi e caratteristici stupa. A Vìangciàn, nome della città in lingua locale, è possibile ammirare lo splendido tempio Pha That Luang edificato nel XVI secolo, nel quale, secondo la leggenda, erano custodite le sacre reliquie di Buddha. La costruzione è giunta immutata fino ad epoca moderna conservando struttura e decorazioni originali; al calar della sera il tempio si illumina assumendo il colore dell’oro e mostrando ai visitatori uno spettacolo unico ed imperdibile. La visita prosegue presso i templi di Wat Ong Teu Mahavihan, Wat Si Muang e Wat Si Saket, quest’ultimo è stato restaurato nel 1930 e presenta al suo interno oltre duemila effigi di Buddha. Vientiane è inoltre bagnata dal fiume Mekong, sul quale si può scorgere il ponte che unisce Laos alla Thailandia.

 

A nord della capitale, affacciata sul fiume Mekong, si trova Luang Prabang nominata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità per la ricchezza di reperti storici, monumenti e paesaggi incontaminati. Dimora del sovrano del Regno laotiano fino alla proclamazione della repubblica, la città è simboleggiata dalla figura mitologica di Phunheu Nhanheu considerato fondatore e protettore dai residenti. Il Palazzo Reale è la principale attrazione, diventato museo della dinastia Vong e del culto buddhista: la sala del trono, decorata con specchi colorati e intarsi d’oro, è l’ambiente più suggestivo. Seconda tappa obbligata è costituita dal monte Phu Si, che rappresenta il punto più alto di Luang Prabang. Si tratta di una formazione collinare che raggiunge i 150 metri, regalando una vista panoramica spettacolare sulla città soprattutto al tramonto. La salita è accompagnata da 355 gradini lungo i quali è possibile visitare il santuario Wat Tham Phousi, in cui è situato un particolare Buddha dal ventre coperto. Tra i siti naturalistici da non lasciarsi sfuggire figurano le cascate Kuang Si, qui delle comode passerelle consentono di esplorare l’intera area e di osservare il percorso compiuto dall’acqua.

 

Il Laos è una regione dai mille volti, l’aspetto più enigmatico e quindi ricco di interesse è raffigurato indubbiamente dalla provincia di Xiangkhouang. Phonsavan ne è il capoluogo, dominato da grandi colline e verdi distese in cui l’agricoltura e l’allevamento di bovini costituiscono la prima fonte di sostentamento per la popolazione. Oltre ai paesaggi rupestri la città è nota per la cosiddetta Piana delle Giare, un’area composta da numerosi siti archeologici in cui sono presenti giare di granito e pietra arenaria, risalenti all’età del ferro. La grandezza di queste sculture varia da poche decine di centimetri fino a raggiungere i tre metri. Dopo i primi dubbi sul loro utilizzo, l’ipotesi più accreditata è che si tratti di urne cinerarie ma è coinvolgente anche ascoltare le leggende locali sull’unica valle dei vasi di pietra esistente al mondo.

 

 Photo Credit: "Pha That Luang Sunrise Panorama" by Benh LIEU SONG is licensed under CC BY 2.0  

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