Birmania, terra dalle mille risorse

Articolo del 30-07-2018
Birmania, terra dalle mille risorse 1

Myanmar, Myama, Bama, sono solo alcuni dei tanti nomi della Birmania, territorio ricco di storia e fascino. La sua superficie si estende per circa settecentomila km, è bagnata dal mare delle Andamane rientrando nel complesso della cosiddetta penisola indocinese.

Abitata fin dai primissimi secoli in cui l’uomo è comparso sulla Terra, la Birmania ha avuto un passato tumultuoso soprattutto dal punto di vista politico. Oggi fortunatamente il Paese è entrato in una nuova fase più democratica e liberale, accompagnata da un rapido sviluppo economico.

 

Yangon è indubbiamente la città che racchiude le diverse anime birmane: spirituale, classica e moderna. La grande metropoli è stata la capitale di Stato fino al 2005, titolo poi trasferito a Naypyidaw. Monumento simbolo di Yangon è la stupa di Shwedagon Paya, dalla tipica forma circolare e rivestita di decorazioni che le conferiscono un caratteristico colore dorato. Al suo interno è custodita una ciocca di capelli che la leggenda narra sia appartenuta a Buddha, dotata di poteri straordinari. Spostandosi sul versante orientale della città ci si imbatte nel palazzo Karaweik, opera architettonica dalla struttura a battello che si affaccia sul lago Kandawgyi. L’edificio, costruito in epoca moderna, regala uno spettacolo mozzafiato fatto di luci e colori da ammirare al calar della sera. Nel centro della città i visitatori possono visitare il Bogyoke Aung San, uno dei mercati più grandi di tutto il Myanmar, in cui acquistare manufatti, stoffe e prodotti tipici.

 

A sud della Birmania, nello Stato Mon, spicca la famosa Pagoda Kyaiktiyo conosciuta col nome di roccia d’oro. Si tratta di uno dei templi più importanti per i fedeli della zona, composto da una stupa eretta su un enorme masso granitico ricoperto di foglie d’oro. Il sentiero che porta alla struttura è illuminato anche di sera aumentando l’atmosfera mistica: chi si converte al buddismo dovrà percorrere la strada a piedi nudi e in religioso silenzio.

Testimone di un regno esistito mille anni fa, Bagan, situata centralmente sul territorio birmano, è un infinito patrimonio di reperti archeologici dal valore inestimabile. Le prime testimonianze risalgono al X secolo durante il Regno di Pagan, altro nome attribuito alla città. Il paesaggio è dominato da un’architettura principalmente votiva e caratterizzato da centinaia di templi, ormai vuoti, di dimensioni anche molto diverse fra loro. Tra gli esempi più antichi, e da non lasciarsi sfuggire, la Pagoda di Mingalazedi costruita interamente con piastrelle di terracotta e risalente al 1200.

 

A circa 700 km da Yangon, posizionata sulla sponda orientale del fiume Irrawaddy, campeggia la città di Mandalay, fulcro dell’economia dell’intera Birmania. Tanti anche qui i siti storici da visitare, tra i più importanti il tempio del Buddha Mahamuni, custode di un’enorme effige di Buddha rivestita d’oro e che la leggenda narra abbia assunto le reali sembianze del Mahamuni. Imperdibile il sito di Kuthodaw, conosciuto anche come il libro più grande del mondo: voluto dal re Mindon Min contiene 729 lastre in pietra contenute in altrettanti piccoli tempi su cui sono riportate le sacre scritture del Tipiá¹­aka, il libro di riferimento buddista. Dal tempio è possibile risalire Mandalay Hill, una collina che regala una splendida vista sull’intera città, per scatti da cartolina.

Se si ha voglia di un contatto diretto con la natura sono disponibili dei tour in barca sul Lago Inle, situato nelle montagne dello Stato Shan e popolato soprattutto da pescatori che già all’alba escono al largo per procurarsi del pesce fresco. Le imbarcazioni sono molto piccole, tuttavia il panorama della città offerto dal lago è incantevole.


Photo Credit: "Kandawgyi Lake, Yangon, Myanmar" by Romain Pontida is licensed under CC BY 2.0  

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